L’Italia e la Francia possiedono un patrimonio storico – artistico di valore mondiale, fatto di aree archeologiche, castelli, cattedrali, monumenti, spesso classificati come siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Ma una parte consistente di questo tesoro culturale è costituito da centinaia di migliaia di immobili residenziali d’epoca: palazzi, ville, casali e corti rurali. Un mare magnum di edifici storici a rischio di abbandono, distruzione e perdita di valore economico. In questo quadro a tinte fosche si inserisce la discussa Direttiva Europea 2024/1275 del 24 aprile 2024, denominata “Energy performance of building directive” (Epbd), conosciuta ai più come Direttiva “Case Green”. Si tratta di una normativa che obbligherà entro il 2030 gli stati membri dell’Unione Europea all’adeguamento del proprio patrimonio immobiliare agli standard energetici per gli edifici più datati ancora non a norma e attualmente ricadenti nelle classi F e G degli attuali Attestati di Prestazione Energetica (APE). Nonostante siano state tolte nel corso dell’iter legislativo le norme maggiormente penalizzanti per i proprietari degli immobili, quali l’impossibilità di vendere o affittare gli edifici non conformi alla direttiva UE, restano tuttavia pesanti ricadute negative: i costi di adeguamento per le diverse tipologie immobiliari sono prudenzialmente stimati fra i 45.000 e i 90.000 euro, mentre stiamo fin da ora assistendo ad una progressiva e forte diminuzione dei bonus legati all’edilizia stanziati dai governi italiani negli ultimi anni. Le conseguenze per i possessori di case saranno pertanto spiacevoli e gravose, con una perdita di valore dal 30 al 40 % degli immobili che non saranno adeguati alla citata direttiva UE. Un attacco senza precedenti al diritto alla casa: molti dovranno svendere e questo colossale parco immobiliare verrà fagocitato da fondi immobiliari stranieri a prezzi stracciati.
Ma nelle pieghe di questo provvedimento legislativo esiste uno spiraglio di speranza: potranno essere esentati (in Italia), tra gli altri, gli immobili riconosciuti di interesse storico – artistico ex D. Lgs. 42/2004 e gli altri edifici storici e di pregio non sottoposti a vincolo monumentale dagli organi periferici del Ministero della Cultura.
ABITARE LA STORIA, VIVERE LA STORIA
In un’epoca dominata dalla standardizzazione di un’edilizia ripetitiva e anonima, rappresentata da costruzioni in vetro e cemento, cubiche, con il tetto piano, di colore bianco e grigio, che potete trovare in qualsiasi nazione e città, senza alcuna attenzione per i contesti paesaggistici e stridenti con le architetture preesistenti di pregio, il nostro documento denominato “Carta di Storicità degli Immobili Europei (C.S.I.E.)”, con marchio europeo brevettato, si ripropone di fornire uno strumento etico e culturalmente in controtendenza per sostenere i proprietari nella valorizzazione dell’edilizia storica, frutto del sapiente e irripetibile lavoro di artigiani, scultori, decoratori, fabbri ferrai, vetrai, artisti che hanno creato dimore uniche e senza tempo: una qualità architettonica e una dimensione di vita lontana anni luce da una modernità banale e asettica, che nemmeno la classe energetica A4 potrà mai compensare.
La “Carta di Storicità degli Immobili Europei (C.S.I.E.)” è una dichiarazione/parere pro veritate che dimostra, con una relazione storico – artistica corredata da accurate ricerche archivistiche, atti notarili e documentazione fotografica e catastale, i caratteri di storicità e le valenze culturali dell’immobile. Tale dichiarazione avrà carattere probatorio e verrà redatta da un perito certificatore iscritto all’Albo Nazionale Unico Telematico dei Periti e Consulenti Tecnici, per evitare contenziosi con le pubbliche amministrazioni che un’autocertificazione, peraltro non prevista, potrebbe provocare.
In tal modo, i nostri clienti potranno evitare le enormi spese di messa a norma dal punto di vista energetico degli edifici previste dalla direttiva UE “Case Green”, mantenere o incrementare il valore commerciale dei loro immobili, ottenere inoltre vantaggi fiscali in caso di accettazione della istanza di dichiarazione di interesse culturale eventualmente inviabile presso le Soprintendenze all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, organi periferici del Ministero della Cultura.
A CHI CI RIVOLGIAMO
Ai proprietari di immobili storici degli stati facenti parte dell’Unione Europea, in special modo di Italia e Francia, che desiderano uno strumento che consenta loro di evitare gli adeguamenti energetici previsti entro il 2030 dalla Direttiva UE 2024/1275, mantenere o incrementare il valore della loro proprietà. La documentazione archivistica prodotta potrà eventualmente servire alla richiesta di Dichiarazione di Interesse Culturale (per l’Italia) da produrre alle Soprintendenze all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, organi periferici del Ministero della Cultura.
Ai proprietari (in Italia) di immobili sottoposti a Dichiarazione di Interesse Culturale ex D. Lgs. 42/2004 che desiderano dimostrare lo status di tutela del loro edificio storico e la conseguente esenzione dagli adeguamenti energetici previsti entro il 2030 dalla Direttiva UE 2024/1275.
Il nostro studio professionale, con 25 anni di esperienza nel campo delle consulenze peritali per i beni culturali, è pronto e operativo per sostenere i proprietari di immobili di interesse storico – artistico: non esitate a contattarci per un preventivo gratuito e senza impegno per il pedigree della vostra casa, saremo lieti di illustrarvi il nostro marchio – brevetto C.S.I.E. .
Dott. Riccardo Battiferro Bertocchi – Storico dell’arte –
perito certificatore iscritto all’Albo Nazionale Unico Telematico dei Periti e Consulenti Tecnici
Titolare del marchio – brevetto europeo C.S.I.E. (Carta di Storicità degli Immobili Europei)
Link: https://csiechie.it/